Episodio 01 - Il Concetto

Dare Forma alla Leggerezza

Intervista a
Stefano Strappazzon,
coordinatore del Progetto 1708.

1708 è un progetto che può essere realizzato solo a Borgo Panigale, Bologna, presso Ducati Motor Holding. È un progetto dove eccellenza, ingegneria e sogno si fondono in una direzione tanto ambiziosa quanto performativa. È un progetto così etereo eppure così concreto, fatto di materia, suoni, tecnologie futuristiche, velocità ed emozioni intense.

Ne abbiamo parlato con Stefano Strappazzon, responsabile del Progetto 1708.

“È il sogno di ogni progettista poter lavorare a un progetto come 1708. Hai la possibilità di sviluppare soluzioni che altrimenti non potresti mai portare sul mercato. È un’opportunità unica, sedersi con la squadra a inizio progetto con la consapevolezza che siamo tutti riuniti per cercare di fare il massimo che l’azienda può fare, di creare un nuovo benchmark da un punto di vista ingegneristico e di ricerca.”

1708 è un progetto in cui l’aspetto onirico è fondamentale. Perché l’obiettivo è creare una moto che possa definire nuove vette ingegneristiche. Questo ambizioso obiettivo ha motivato lo staff Ducati a fare del suo meglio per concepire e realizzare un nuovo processo di sviluppo che si è rivelato più vicino all’aeronautica che al motociclismo.

“Con 1708 abbiamo potuto dare spazio alla nostra fantasia in termini di soluzioni tecniche, materiali, processi, con l’obiettivo di esasperare ogni caratteristica e raggiungere le massime performance. È un processo simile a quanto Ducati Corse fa per la MotoGP, ma alla fine del progetto noi dobbiamo garantire l’affidabilità completa per la vita del mezzo, non solo per la stagione racing in corso. Si può quasi dire che 1708 sia una MotoGP con specchi e porta-targa”

 

 

Tutti i metodi di calcolo per il collaudo dei componenti provengono da Ducati Corse. Ma il team Corse non garantisce i componenti per tutta la vita della moto, solo per poche gare o almeno per una stagione. Per 1708 adottiamo le stesse tecnologie e gli stessi materiali usati per i prototipi, ma garantiamo l’affidabilità di una moto di serie. Come in aeronautica, sviluppiamo un numero impressionante di simulazioni virtuali, sottoponiamo i componenti a termografie, tomografie e controlli a ultrasuoni. Vogliamo che ognuno dei 500 modelli prodotti sia perfetto.

“1708 è un progetto in cui ci prendiamo la libertà di poter dedicare un prezioso processo manuale, quasi artistico, alla progettazione delle componenti e del motore, per poi intervenire con tutto il know how Ducati a consolidare l’affidabilità di ogni componente come se fosse realizzato industrialmente. È una condizione che non ha uguali nel mondo motociclistico, è davvero un sogno.”

 

 

I sogni veri sono tutto tranne incoerenti. Dai sogni si generano idee, le idee diventano progetti, i progetti diventano prototipi e i prototipi diventano risultati ed emozioni. Non dobbiamo mai sottovalutare i sogni. La storia di Ducati, così come il suo presente, dimostrano che i sogni sono l’ispirazione fondamentale di ogni progetto. Senza una visione, anche utopica, non è possibile evolversi.

”I progetti come 1708 sono dei progetti dimostrativi, dove facciamo vedere quello che sappiamo fare. Ma sono anche momenti importanti di innovazione di processo per l’azienda. Attraverso i test su materiali compositi definiamo processi che hanno un’influenza positiva sul know-how di tutta l’azienda.

E il risultato è stupefacente, nei parametri che lo caratterizzano e nelle performance, ma soprattutto come si legge nella gioia estatica sul volto dei nostri piloti quando scendono dalla moto durante i test.”

 

Un investimento in ricerca e sviluppo che per noi è davvero importante, soprattutto se consideriamo che si concentra su soli 500 modelli in edizione limitata.

1708 è un progetto Ducati in tutto e per tutto, in cui gradualmente rispondiamo alle incognite con l’ingegneria, oltrepassiamo i limiti della fattibilità e trasformiamo la leggerezza nell’emozione totale della velocità.